01 novembre 2005

Salice piangente


Tornando a casa stasera mi sono chiesta:se fossi un albero quale albero sarei oggi?
La risposta è stata immediata, un salice piangente!
Esso piange, come ultimamente faccio io!
Esso sorregge, come sorreggo io pesi sulle mie spalle!
Esso è accarezzato dal vento e i suoi rami si fanno trasportare da una parte all'altra, non potendo scegliere vanno dove devono andare.Io adoro il vento e allo stesso modo mi faccio accarezzare, e come gli eventi del quotidiano mi colpiscono mi danno una direzione.
Esso è ben ancorato alla terra, sua fonte di nutrimento e di crescita.
Esso vive con la fonte dell'acqua e dell'aria, altri elementi necessari per la sua sopravvivenza.
Esso dona al fuoco materia per bruciare e dare luce dove serve.
Esso è un emozionante gioco per i bambini, che appena possono si aggrappano alle sue liane e giocano a fare Tarzan e Cita, sorridendo e librandosi liberi come uccelli!
Esso dona un sostegno e una casa ai molti viandanti che capitano su di lui, e loro gli uccelli, gli insetti regalano a lui stupende sinfonie di canti diversi, ma armoniosi creando un mondo che se no non avrebbe conosciuto.
Molti lati ritrovo in questo salice piangente, che all'apparenza sembra triste, ma dove invece nasconde dietro se molte doti e bellezze.Bisogna guardarlo bene e conoscerlo piano piano, cosiche' tutta la sua timidezza e apparenza mostri quello che in realta' lo completa.